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Religione su misura?
Abbiamo bisogno di cibo, di acqua, di aria. Abbiamo bisogno di un qualche riparo che ci protegga dalle intemperie. Questi sono bisogni comuni non solo a tutti gli esseri umani, ma anche a innumerevoli miliardi di altre creature che popolano la terra. C'e' pero' un bisogno che sentono solo gli esseri umani. Qual e'? La religione.
Molti sociologi sottolineano che con tutta probabilita', le questioni spirituali faranno sempre parte del modo di pensare dell'uomo. Da che mondo e' mondo, l'uomo ha sempre provato il bisogno di adorare. Per secoli la maggioranza delle persone ha cercato di soddisfare questo bisogno attraverso la religione organizzata. Ma le cose stanno cambiando. In molte nazioni industrializzate sempre piu' persone abbandonano le chiese. Molti, semplicemente, non si sentono spiritualmente arricchiti o appagati frequentando le funzioni religiose. Come mai tante persone di ogni eta' abbandonano la propria chiesa? A quanto pare, molti ne sono rimasti delusi.
Questa tendenza significa forse la fine della religione? Niente affatto. Cosa sta prendendo il posto delle chiese tradizionali? Quello che in sociologia delle religione viene definito "religione personale", "religione invisibile" o "religione a la carte". Altri parlano di fede "su misura" o "secondo il proprio gusto". Molti considerano la religione come un buffet, scegliendo qua e là le credenze che più li attirano. Alla fine la religione istituzionale viene accantonata e sostituita da una "forma sociale di religione". L'individuo, in pratica, si forma una filosofia di vita scegliendosi alcune idee in campo spirituale e poi costruendosi con queste nozioni una sua religione personale.
Ma e' una soluzione accettabile e funzionale? Uno studio su questo argomento osserva: "Ora notiamo una grande propensione a credere quasi a qualsiasi cosa si possa immaginare, ma senza alcun criterio. E quando poi cerchiamo di valutare in che modo queste idee personali influenzano la vita delle persone, risulta che praticamente non offrono nessuna guida. Non esiste un'autorità morale suprema. Per cui in realtà di concreto non c'e' nulla". Si parla cosi' di "dio frammentato ", perche' chi la pensa in questo modo "attinge alla dottrina tradizionale un pezzo qua e un pezzo la'".
Ma scusate, vi sembra ragionevole basare le proprie credenze religiose - e persino le proprie speranze per il futuro - su idee cosi' vaghe, inconsistenti e frammentarie?
Compagnia, fratellanza e solidarietà sono cose che da tempo stanno a cuore ai credenti. Ma se una religione e' personale per definizione, come puo' soddisfare questi bisogni? Non e' forse vero che una religione del genere, in cui "ogni uomo e' una chiesa a se'", non fa che moltiplicare e approfondire le divisioni religiose tra la gente?
Farsi una religione personale è una forma di anarchia spirituale che di certo non arricchisce la nostra epoca e sembra non possa offrire risposte attendibili e coerenti alle domande della vita. Di certo non unisce le persone e soddisfa il bisogno umano di una guida morale. Qualcuno ha scritto: "Quando con il termine 'fede' si intende tutto, non si intende niente. E quando non c'è mai bisogno di definire la libertà, questa ne esce indebolita".
Tratto da Carioti in Libero, 10 febbraio 2008





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