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(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

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"Come insegna la parabola chassidica, tramandata da Martin Buber, del rabbino Eisik di Cracovia che dopo un viaggio in terre lontane scoprì il tesoro che cercava in un angolo polveroso della sua casa, le radici più autentiche del Mito hanno da tempo immemorabile attecchito dentro di noi: premono ancora nei nostri sogni e negli interrogativi che talvolta ci poniamo guardandoci semplicemente allo specchio, nel tentativo di comprendere chi siamo veramente".

Mircea Eliade

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Se ci sono le tenebre esiste la luce,

Se c'è il vuoto esiste il pieno,

Se c'è la notte è perché c'è il giorno,

Se c'è la finitudine è perché c'è un infinito.

Se hai l'esperienza del limite è perché in te alberga la nozione di infinito."

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Miti, sogni, misteri

di Mircea Eliade - Ed. Lindau

Le grandi mitologie del passato hanno una radice comune: la nostalgia per il paradiso primordiale, sede della felicità e dell'immortalità. Ma qual è oggi la funzione del Mito? Con la desacralizzazione della vita e del Creato, l'uomo contemporaneo ha "rimosso" il simbolo nelle zone oscure della psiche, cioè nel sogno, nelle fantasie, nelle memorie ancestrali.

Foto della copertina del libro

L'autore interpreta in modo nuovo i riti della Madre Terra, i sacrifici umani, i misteri orfici, i poteri degli sciamani, la mistica indiana, le pratiche dei monaci buddhisti, i valori delle Scritture ebraiche e cristiane, per approdare alle odierne dinamiche dell'immaginario.

Il testo si basa su una tesi per cui il mito dell'Eden si poggia su basi comuni per tutte le grandi religioni dell'umanità.

Il libro tende a dimostrare che il mito, sempre presente nel cuore dell'umanità, si presenta costantemente sotto varie forme che ne sono il prolungamento e la ricerca inconscia.

L'uomo contemporaneo, soprattutto in questi ultimi tempi in preda a positivismo e scientismo, ha rimosso questo mito relegando nelle dimensioni dell'inconscio.

Ma il Mito vive ancora, la nostalgia del Paradiso resta presente in noi, e molte idee apparentemente nuove non sono altro che un prolungamento del pensiero arcaico.