Chi sei?

Login

Non hai un account? Registrati!
Potrai partecipare al Forum e ricevere la newsletter

Rubriche

Spazio giovani

Non temere
(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

Sito partner

"La comunicazione è cambiamento e il Cristianesimo è collegato prima di tutto e soprattutto con la necessità umana del cambiamento, che in termini cristiani è la conversione."

Herbert Marshall McLuhan

Ricerca

nel sito nel Web

powered by FreeFind

Link correlati

Interni al sito

Ad altri siti

Tazebao

Se ci sono le tenebre esiste la luce,

Se c'è il vuoto esiste il pieno,

Se c'è la notte è perché c'è il giorno,

Se c'è la finitudine è perché c'è un infinito.

Se hai l'esperienza del limite è perché in te alberga la nozione di infinito."

Amministrazione

Sei in:

La luce e la rete. Comunicare la fede nel Web

Angela Silvestri (ed. Effata' - Cantalupa (To)
con prefazione del prof. Massimo Leone, docente di Semiotica della cultura presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Universita' di Torino

In un contesto sociale dell’incertezza, povero di garanzie e di sicurezze come è quello in cui viviamo, passa una comunicazione che spesso non è né positiva né rassicurante, e che non va sottovalutata.
Proprio nell’ambito di una società definita dal sociologo polacco Zygmunt Bauman «liquida», priva di punti fermi, il comunicare acquista tutto il suo peso: può essere che la persona incerta si ponga alla ricerca di senso, sperando di incontrare o individuare l’ancora – forse anche un sito web – cui aggrapparsi per trovare qualcosa che meriti d’essere trovato e magari condiviso.
La comunicazione non è solo una tecnica, ma innanzitutto un atteggiamento del cuore e della mente che deve dimostrare attenzione e rispetto nei confronti del pubblico, unitamente a intelligenza e passione per il contenuto da trattare, anche nei modi di esporlo. E non è questione solo di competenza, ma di amore.
Possiamo dunque affermare che la Luce può rischiarare la Rete e farne luogo privilegiato di cambiamento di vita e di conversione.

Foto della copertina del libro

Chi oggi si avventuri con una qualche sensibilità spirituale all’interno dell’oceano del Web vi riscontra mari ancora più vasti e straordinariamente variegati di quelli che solcavano san Francesco Saverio e gli altri missionari del Seicento. Per il cristiano, come pure per chiunque appartenga con entusiasmo a una confessione dedita al proselitismo, il Web è dunque una nuova terra di missione.

La metafora della rete in quanto viluppo di nodi che tengono l’anima avvinta e in quanto strumento che consente al pescatore di anime di sottrarle a tale giogo ritorna dunque in tutta la sua ambiguità. Anche la rete del Web è oggi sia sterminato intrico di collegamenti attraverso i quali perdersi nel soddisfacimento dei propri istinti più brutali (si pensi all’efferato connubio fra Web e pedo-pornografia) e al tempo stesso ricettacolo di risorse attraverso le quali ritrovare se non altro l’impulso a una vita più giusta.

Il libro di Angela Silvestri, che ho il piacere e l’onore di presentare, si offre come vademecum a tutti coloro i quali desiderino interpretare la rete del Web come uno strumento di salvezza nel segno della fede cristiana.
In un certo senso, questo libro assomiglia a quei portolani spirituali del Seicento che insegnavano ai missionari come muoversi per i mari sterminati delle «Indie», ma anche come meglio offrire il proprio messaggio spirituale a persone molto lontane per convincimento religioso, cultura e lingua.
A molti commentatori moderni la storia delle missioni è parsa un susseguirsi di violenze più o meno dolorose, a partire dall’idea stessa di voler convertire l’altro da sé in sé medesimo.
Vi è senza dubbio del vero in queste critiche, eppure non si può dimenticare che nell’idea moderna di missione, che continua a brillare nell’evangelizzazione attraverso il Web, riluce anche un desiderio di comunicare con il diverso che è uno dei fondamenti del convivere civile.
Cercare di persuadere l’altro a una verità salvifica è da questo punto di vista un gesto di fratellanza, indipendentemente da quale sia questa verità. Esprime un desiderio di salvezza comune che trascende l’individualismo e non può non commuovere anche chi, come chi scrive, non aderisce a una fede religiosa.

Misurare la parola della persuasione nel Web affinché sia luogo d’incontro e non di scontro, rete di protezione e non di costrizione, è sfida ardua non soltanto per chi voglia trasmettere il proprio credo religioso ma anche per chi aspiri a comunicare qualsiasi altra forma di convincimento.
Chi leggerà il libro di Angela Silvestri vi troverà dunque dei suggerimenti preziosi, offerti dall’autrice grazie alla sua esplorazione sistematica dei siti cattolici italiani, alla sua conoscenza delle moderne scienze della comunicazione, e della semiotica in primis, e soprattutto grazie a un sincero afflato spirituale.

Se, come sosteneva Marshall McLuhan negli appunti di un libro che non ebbe mai la possibilità di scrivere, «i media elettronici sono esplorazioni interiori e tendono a favorire il profondo coinvolgimento in forme di meditazione», il libro di Angela Silvestri fornirà qualche utile consiglio non solo per intravedere la luce che traspare attraverso le maglie del Web, ma anche per cercare di catturarla con la rete delle nuove tecnologie.

(dalla Prefazione di Massimo Leone)