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Non temere
(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

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"Siate, Cristiani, a muovervi più gravi: non siate come penna ad ogni vento, e non crediate ch'ogni acqua vi lavi. Avete il novo e 'l vecchio Testamento, e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento... Uomini siate, e non pecore matte"

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Se ci sono le tenebre esiste la luce,

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Se c'è la finitudine è perché c'è un infinito.

Se hai l'esperienza del limite è perché in te alberga la nozione di infinito."

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Alcune verità sul Codice da Vinci

Commento di un lettore: «La lettura del Codice da Vinci mi ha stimolato ad approfondire le radici del Cristianesimo sui testi della prima comunità cristiana. Ho trovato uno studio molto interessante e a mio giudizio solidamente fondato in questo sito: http://www.murialdo.it/didaskaleion, dove risulta come le cose stiano ben diversamente. Soprattutto ho capito i criteri secondo cui la comunità cristiana ha accettato i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni e rifiutato i Vangeli apocrifi come testi ispirati.»

Foto della copertina del libro

[...] Per quanto possa risultare sorprendente [...], il contenuto del libro non è che una rimasticatura di tesi già sostenute in passato e ben note agli studiosi di esoterismo, diffuse da anni con libri e programmi televisivi da sedicenti ricercatori ed esperti di misteri, pronti a sostenere l'esistenza di complotti e a trovarne prove (o a inventarsene) ogni dove.

Lo scrittore Dan Brown si è limitato a raccogliere tali ipotesi strampalate e ad usarle per costruire un romanzo, un'opera di fantasia per definizione.

[...] Il professor Bart Ehrman, specialista di storia delle comunità cristiane primitive e docente all'università della Carolina del Nord, ha letto il romanzo di Brown e se ne dice sinceramente entusiasta. Lo preoccupa però la possibilità che altri lettori si facciano un'idea errata di ciò che il cristianesimo antico fu. Ehrman si dedica da una vita allo studio di questo argomento e si rende conto che molte delle notizie che gli specialisti considerano scontate talvolta non sono conosciute con precisione. L'immagine che il pubblico medio si fa di avvenimenti accaduti nel passato, infatti, è più debitrice verso opere narrative o cinematografiche che allo studio delle serie ricerche condotte dagli specialisti.

[...] L'idea che la religione cristiana abbia scoperto la divinità di Gesù Cristo solo in séguito all'intervento di Costantino è un'autentica frottola: la fede in Gesù infatti, riconosciuto come personaggio sovra-umano, appartiene come tratto distintivo ai cristiani fin dalle origini ed è testimoniata in tutti i documenti giunti fino a noi. Sostenere, come fa il romanzo, con il riferimento ai testi apocrifi che la chiesa abbia tentato di cancellare la natura umana di Cristo è capovolgere la realtà: Ehrman conosce a menadito i documenti in questione e citandoli direttamente dimostra che semmai è vero il contrario, che essi esaltano la divinità di Gesù fino a negarne l'umanità (suggerendo, ad esempio, che non avrebbe sofferto durante la crocifissione), e proprio per questo furono condannati dalle comunità dei fedeli. I quattro Vangeli contenuti nella Bibbia, continua lo studioso, sono i documenti che ci forniscono maggiori informazioni storiche sul fondatore del cristianesimo, sono le uniche fonti affidabili per sapere qualcosa su di lui.

quadro di Maria Maddalena

Certo, trattandosi di opere antiche scritte da e rivolte a credenti, è necessario procedere con gli adeguati strumenti critici per soppesarne il valore informativo, evitando la semplicistica lettura fondamentalista. Proprio lo studio dei documenti conduce Ehrman a liquidare come fantasia (davvero romanzesca) la vicenda del matrimonio di Gesù con Maria Maddalena, demolendo quello che è il pilastro che regge l'intero romanzo. Ehrman non prosegue oltre, perché ritiene opportuno limitare il proprio intervento al campo in cui è specificatamente preparato, cioè la storia del cristianesimo delle origini.

Si potrebbe però continuare nel dimostrare l'implausibilità di molte altre affermazioni del romanzo: il Sacro Graal ricercato dai cavalieri medievali non c'entra nulla con la corona di Francia, il Priorato di Sion è un'organizzazione fondata da un esoterista negli anni Cinquanta, la chiesa non combatte da secoli per nascondere alcuna verità segreta di cui i gruppi di eretici sarebbero di volta in volta i difensori, l'Opus Dei non è un'associazione di criminali psicopatici, e così via.

Forse il consiglio più semplice è invitare coloro che si lasciano turbare dal contenuto del romanzo a leggere con attenzione quanto è scritto in piccolo sul retro del frontespizio: "Questo libro è un'opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell'autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o defunte, è assolutamente casuale."

Ma, poiché il dubbio può essere un tarlo che non dà requie, il contributo di Bart Ehrman sarà utile per sciogliere autorevolmente i sospetti instillati nei lettori dal Codice Da Vinci. Il volume dello studioso è scritto in modo estremamente leggibile e i contenuti sono presentati in modo semplice ma preciso. Chissà che le fantasie di un romanziere non possano essere l'occasione per qualcuno di scoprire e magari appassionarsi alla vera storia del cristianesimo.

(Tratto dalla recensione di Gianni Trapletti pubblicata su "VoceLibri", inserto de La Voce del Popolo, settimanale della Diocesi di Brescia, 2005)