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Non temere
(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

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Il diritto di sognare il mondo che vorremmo non figura tra i trenta diritti umani che le Nazioni Unite hanno proclamato alla fine del 1948. Ma se non fosse per il diritto di sognare, e per l'acqua che esso dà da bere, la maggior parte dei diritti morirebbe di sete.

(Eduardo Galeano)

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Se ci sono le tenebre esiste la luce,

Se c'è il vuoto esiste il pieno,

Se c'è la notte è perché c'è il giorno,

Se c'è la finitudine è perché c'è un infinito.

Se hai l'esperienza del limite è perché in te alberga la nozione di infinito."

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7 Km da Gerusalemme

Il Gesù di Malaponti, un compagno di strada...

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"Sono Alessandro Forte e sono un pubblicitario"

"Lo guardai incredulo. Pulito, bello, in ordine. Gesù stava seduto sul sedile della mia Golf".

"E se invece fosse tutto vero? Non aveva annunciato che sarebbe rimasto con noi sino alla fine del tempo? Al lettore la soluzione dell'enigma." Dalla Presentazione di Francesco Alberoni

"L'idea che il Risorto continui a incrociare uomini e donne per le strade delle nostre città o sui viottoli di campagna, spesso senza essere riconosciuto, è tutt'altro che rara..." (Gianfranco Ravasi, "Il Sole 24 Ore")

Uno dei brani del Vangelo di Luca più toccante è indubbiamente l'episodio di Emmaus. Due discepoli lungo la strada da Gerusalemme a Emmaus, a sette miglia dalla città Santa si imbattono in Cristo risorto. Non lo riconoscono e lo invitano a fermarsi con loro per la notte. Nel momento in cui l'ospite spezza il pane viene immediatamente riconosciuto, ma scompare.

Trama

Alessandro Forte è un pubblicitario sulla quarantina che sta vivendo una profonda crisi.

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Per una qualche ragione si trova a camminare sulla strada che da Gerusalemme va verso il mare. A 7 km, non lontano da Emmaus, gli si fa incontro un uomo che dice di essere Gesù.

Alessandro lo prende per un artista di strada, gli risponde che non ha "voglia di queste fesserie e poi non ha soldi", lo invita a cercarsi un altro. inquadratura Ma il "Gesù" insiste, lo chiama per nome, mostra di sapere molte cose di lui e di averlo convocato lui in quel luogo...

Di qui nasce fra i due un rapporto sconvolgente, giocato sul dubbio tra realtà e visione, sul riconoscimento di questa presenza reale eppure misteriosa, che trapassa l'intera vita e tutti i rapporti interpersonali di Alessandro.

Ad ogni incontro, Alessandro ha le sue domande da porre e l'altro le risposte da dare. E sono le domande e risposte che miliardi di persone avrebbero voluto e vorrebbero fare e sentire.

Attraverso vicende "normali" emergono le grandi verità.

Tornato a casa Alessandro recupera la sua vita. Ha nostalgia del suo amico di Gerusalemme, che però non si manifesta più. Alessandro lo cerca, lo evoca. Niente.

Che fosse davvero tutto un sogno o, appunto, un delirio?

Alcuni commenti

Sette chilometri da Gerusalemme, la via per Emmaus.

Cosa ci fa un pubblicitario italiano, quarantatreenne, in crisi esistenziale, su quella strada?

Forse è alla ricerca di qualcosa, che neppure lui conosce, ma sono troppe le coincidenze, gli strani accadimenti che lo hanno condotto laggiù.

Poi c'è il deserto: quando intorno a te non c'è niente, il vuoto, allora pezzi della tua vita, troppo compressi, possono esplodere senza preavviso.

Ginevra, Sara, Francesca, Marta... viste così, in retrospettiva, possono sembrare parabole moderne: la vacuità del successo, la sofferenza, la malattia, ma sono persone, persone che hanno incrociato la loro vita con la tua, come ha fatto Lui.

Sulla strada per Emmaus si fanno incontri particolari, da sempre.

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Ma il difficile è discernere, comprendere se si tratta di un incontro reale o di una proiezione della tua mente.

E Lui non ti aiuta, no: troppo perfetto, esattamente come dovrebbe essere.

Eppure tu lavori in pubblicità, sai quanto sia importante l'immagine.

"Chi sei?". E' la domanda che resterà senza una risposta chiara, fino alla fine.





"Ciò che avviene nel microcosmo, si riflette nel macrocosmo", sono queste le parole del Cristo, che vuole sottolineare l'importanza anche di un semplice gesto.

Gesù è tornato, è di nuovo qui perché nella nostra società vi sono troppe cose che necessitano di un cambiamento, ed ora egli è più vicino a noi di quanto forse non lo sia mai stato; parla all'occidentale, sale su un'automobile e si ritrova persino a bere la Coca Cola (fonte di grande polemica con la multinazionale), è la nostra immagine riflessa in uno specchio, ma senza tutti quei contorni negativi che pregiudicano la nostra moralità. In definitiva è come l'uomo dovrebbe essere.

Incontrare Gesù non è certo un evento che capita nella quotidianità, ed è allora ovvio rimanere scioccati, basiti, senza troppe parole o pensieri che ci frullano nella testa; soprattutto se poi quello che ci si presenta davanti sembra essere appena uscito da "L'ultima cena" di Leonardo, vista la straordinaria attinenza all'immagine che ne abbiamo noi occidentali.

Ed è proprio questo l'obiettivo del regista, porre l'attenzione sulla nostra società, sui problemi che ci circondano, e sulla necessità di un "salvatore".

L'uomo odierno si trova così al cospetto del divino, e riesce a vedere che l'immagine di Dio è presente in noi stessi, è la nostra essenza più pura; dobbiamo soltanto avere la forza di cercarla e farla uscire (Tiziano Costantini).

Tratto dall'omonimo romanzo di Pino Farinotti, questo film del 2007 diretto dal regista Claudio Malaponti, è stato riconosciuto come "Film di interesse culturale e nazionale, con particolari finalità artistiche e spettacolari" dal Ministero dei Beni Culturali italiano.