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L'arte del "ricordare" - L'arte del "dimenticare"
"ricordare" per amare di più - "dimenticare" per vivere meglio"
Vivi l'attimo presente, vivilo pienamente, apprezzalo appieno,
solo su questo attimo puoi incidere:
il passato è definito e immutabile,
il futuro è aleatorio
ma condizionabile dalle tue azioni nell'attimo presente.
Ri-cordare significa "tenere vicino al cuore".
Di-menticare significa "far uscire dall'orizzonte della mente, dai propri interessi"
Saper distinguere le cose da dimenticare da quelle che è giusto ricordare è segno di saggezza e di grande equilibrio spirituale.
La nostra memoria è selettiva: di solito si dimentica quello che non si vuole ricordare; eventi traumatici, che hanno pesato sulla nostra vita, vengono rimossi.
Quali sono i motivi per cui riteniamo, oppure rimuoviamo?
Perché tendiamo a dimenticare certe persone, eventi, cose?
Ricordami... ricordati... mi ricorderò... ci ricordiamo sempre...
Sembrano frasi formali ma fanno tanto bene a chi le sente.
Quando qualcuno ci ricorda è come se noi continuassimo a rimanere con lui.
Come ci fa bene se qualcuno, dopo anni, ricorda il nostro viso o il nostro nome,
così ci fa male quando qualcuno sembra averlo dimenticato (rimosso) dopo breve tempo.
Qualche volta invece è molto importante "dimenticare" per poter vivere bene.
Le ferite subite diventano un peso per lo spirito.
E' spontaneo continuare a richiamare alla memoria certi torti subiti: sembra quasi ci dia
sollievo, mentre in realtà mantengono viva la voglia di vendetta.
Ci sono offese che mettono in noi radici molto profonde, ma l'offesa iniziale è più leggera
del perdurare del rancore.
Non si tratta di rimuovere l'evento che ci ha offeso, che dal punto di vista psicologico lascia
comunque danni permanenti. E nemmeno di "rassegnarsi".
Siamo invece chiamati a superare il fatto
per ritrovare la pace dentro di noi.
Dimenticare il passato? Dimenticare il passato per raggiungere la pace interiore? Siamo stati plasmati dagli eventi passati; quanto ancora essi incidono sulla nostra serenità interiore?
Rimuoviamo spontaneamente ricordi di persone, avvenimenti che pure sono stati una ricchezza del
nostro passato, perché allora non riusciamo a rimuovere angosce, amarezze, torti subiti?
Possiamo disinnescare la sofferenza?
Sì, possiamo superarla se siamo capaci di liberarci dal senso di rassegnazione ed impotenza e di rancore.
Ricordando la misericordia di Dio ed identificandoci in essa ristabiliremo la pace interiore. Questa "dimenticanza" è posta come condizione interiore per avvicinarsi a Gesù, quando Egli dice "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24 - Mc 8,34 - Lc 9,23).
Dalle "Storie dei Padri nel Deserto"
Un pio monaco un giorno subì un torto grave da un altro monaco, la ferita lo angosciava e pensava di restituire il torto subìto alla prima occasione. Pregava, leggeva letture devote, ma il desiderio della ritorsione lo tormentava.
Una notte sognò: stava rientrando nel suo cenobio e vide uscire dalla sua cella uno che gli sembrava tanto il Signore. Ebbe l'impressione che il Signore lo stesse lasciando.
Gli corse incontro e gli chiese:"Signore, perché te ne vai? Sei insoddisfatto di me?"
Il Signore lo guardò a lungo, poi gli disse:" Stavo con te da tanto, ti ho garantito la difesa contro tutto e contro tutti. Ora non hai più bisogno di me perché pensi di farti giustizia da solo. Per me non c'è più posto accanto a te".






gioire