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(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

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Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai?
Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto.

E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?
Credevo che avresti esclamato " Te l'avevo detto". Ma tu non l'hai fatto.

Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e tu eri ingelosito?
Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto.

Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?
Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto.

E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?
Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto.

Sì, ci son tante cose che non hai fatto. Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.

C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam.

Ma tu non sei tornato.

(B. Ferrero, Ricordo le cose che non hai fatto, in "Quaranta storie del deserto")

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L'arte del "ricordare" - L'arte del "dimenticare"

"ricordare" per amare di più - "dimenticare" per vivere meglio"

Vivi l'attimo presente, vivilo pienamente, apprezzalo appieno,
solo su questo attimo puoi incidere:
il passato è definito e immutabile,
il futuro è aleatorio
ma condizionabile dalle tue azioni nell'attimo presente.

Ri-cordare significa "tenere vicino al cuore".

Di-menticare significa "far uscire dall'orizzonte della mente, dai propri interessi"

il sorriso di un bimbo

Saper distinguere le cose da dimenticare da quelle che è giusto ricordare è segno di saggezza e di grande equilibrio spirituale.

La nostra memoria è selettiva: di solito si dimentica quello che non si vuole ricordare; eventi traumatici, che hanno pesato sulla nostra vita, vengono rimossi.

Quali sono i motivi per cui riteniamo, oppure rimuoviamo?
Perché tendiamo a dimenticare certe persone, eventi, cose?

Ricordami... ricordati... mi ricorderò... ci ricordiamo sempre...
Sembrano frasi formali ma fanno tanto bene a chi le sente.

Quando qualcuno ci ricorda è come se noi continuassimo a rimanere con lui.
Come ci fa bene se qualcuno, dopo anni, ricorda il nostro viso o il nostro nome, così ci fa male quando qualcuno sembra averlo dimenticato (rimosso) dopo breve tempo.

Qualche volta invece è molto importante "dimenticare" per poter vivere bene.

Le ferite subite diventano un peso per lo spirito.
E' spontaneo continuare a richiamare alla memoria certi torti subiti: sembra quasi ci dia sollievo, mentre in realtà mantengono viva la voglia di vendetta.
Ci sono offese che mettono in noi radici molto profonde, ma l'offesa iniziale è più leggera del perdurare del rancore.
Non si tratta di rimuovere l'evento che ci ha offeso, che dal punto di vista psicologico lascia comunque danni permanenti. E nemmeno di "rassegnarsi".
Siamo invece chiamati a superare il fatto per ritrovare la pace dentro di noi.

Dimenticare il passato? Dimenticare il passato per raggiungere la pace interiore? Siamo stati plasmati dagli eventi passati; quanto ancora essi incidono sulla nostra serenità interiore?

Rimuoviamo spontaneamente ricordi di persone, avvenimenti che pure sono stati una ricchezza del nostro passato, perché allora non riusciamo a rimuovere angosce, amarezze, torti subiti?
Possiamo disinnescare la sofferenza?

Sì, possiamo superarla se siamo capaci di liberarci dal senso di rassegnazione ed impotenza e di rancore.

Ricordando la misericordia di Dio ed identificandoci in essa ristabiliremo la pace interiore. Questa "dimenticanza" è posta come condizione interiore per avvicinarsi a Gesù, quando Egli dice "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24 - Mc 8,34 - Lc 9,23).

Dalle "Storie dei Padri nel Deserto"

Un pio monaco un giorno subì un torto grave da un altro monaco, la ferita lo angosciava e pensava di restituire il torto subìto alla prima occasione. Pregava, leggeva letture devote, ma il desiderio della ritorsione lo tormentava.

Una notte sognò: stava rientrando nel suo cenobio e vide uscire dalla sua cella uno che gli sembrava tanto il Signore. Ebbe l'impressione che il Signore lo stesse lasciando.

Gli corse incontro e gli chiese:"Signore, perché te ne vai? Sei insoddisfatto di me?"

Il Signore lo guardò a lungo, poi gli disse:" Stavo con te da tanto, ti ho garantito la difesa contro tutto e contro tutti. Ora non hai più bisogno di me perché pensi di farti giustizia da solo. Per me non c'è più posto accanto a te".