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Nascere vivere morire... e dopo NULLA?
... E dopo? Nulla, o un'altra vita?
La coscienza della morte ineluttabile non ci lascia indifferenti. L'interrogativo sul «dopo», presto o tardi, è di ciascuno di noi. Persino a chi nega che ci sia un «dopo», coll'approssimarsi dell'ultima ora, rimane la speranza che tutto non finisca con la morte come invece accade agli esseri che non pensano. Ogni essere pensante porta con sé un bisogno inconscio di sfuggire all'annientamento.
Questo, perché l'essere umano non è soltanto materia.
È capace di pensare, di amare e di odiare; di gioire e di soffrire; di domandarsi: «perché esisto?»; «che senso ha la mia vita?»
C'è in noi un «di più»
Dunque, qualche cosa di immateriale, lo spirito, fa parte di noi in quanto esseri umani e ci rende capaci di andare al di là delle cose materiali della nostra esistenza.
Per questo portiamo in noi un bisogno di significato che solo una vita immortale può soddisfare.
E questo ci collega a Dio.
L'immortalità con Cristo
Dio ha confermato la nostra immortalità facendo risorgere il Figlio fatto uomo: Gesù Cristo.
Il messaggio è chiaro:
Siamo destinati a vivere sempre.
Anzi, completeremo la nostra vita «dopo», se ci mettiamo sulla strada di Gesù che ci insegna il cammino della felicità vera.






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