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(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

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Tazebao

Sia in Oriente che in Occidente, è possibile ravvisare un cammino che, nel corso dei secoli, ha portato l'umanità a incontrarsi progressivamente con la verità e a confrontarsi con essa [...]

Più l'uomo conosce la realtà e il mondo e più conosce se stesso nella sua unicità, mentre gli diventa sempre più impellente la domanda sul senso delle cose e della sua stessa esistenza.

(dalla Lettera enciclica Fides et ratio - Giovanni Paolo II)

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Nascere vivere morire... e dopo NULLA?

... E dopo? Nulla, o un'altra vita?

La coscienza della morte ineluttabile non ci lascia indifferenti. L'interrogativo sul «dopo», presto o tardi, è di ciascuno di noi. Persino a chi nega che ci sia un «dopo», coll'approssimarsi dell'ultima ora, rimane la speranza che tutto non finisca con la morte come invece accade agli esseri che non pensano. Ogni essere pensante porta con sé un bisogno inconscio di sfuggire all'annientamento.

Questo, perché l'essere umano non è soltanto materia.

È capace di pensare, di amare e di odiare; di gioire e di soffrire; di domandarsi: «perché esisto?»; «che senso ha la mia vita?»

C'è in noi un «di più»

Dunque, qualche cosa di immateriale, lo spirito, fa parte di noi in quanto esseri umani e ci rende capaci di andare al di là delle cose materiali della nostra esistenza.

Per questo portiamo in noi un bisogno di significato che solo una vita immortale può soddisfare.

E questo ci collega a Dio.

L'immortalità con Cristo

Dio ha confermato la nostra immortalità facendo risorgere il Figlio fatto uomo: Gesù Cristo.

Il messaggio è chiaro:

Siamo destinati a vivere sempre.

Anzi, completeremo la nostra vita «dopo», se ci mettiamo sulla strada di Gesù che ci insegna il cammino della felicità vera.