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Natale, ma di chi?
Gesù, un personaggio storico
L’esistenza di Cristo è dimostrata da documenti storici.
Mettere in dubbio l'esistenza storica di Gesù non è assolutamente possibile: oltre ai numerosi scritti cristiani, tra i quali eccellono i vangeli, esistono - anche se in minor numero - documenti pagani e giudaici. Sebbene questi ultimi risultino scarsi di notizie e siano stati scritti da autori indifferenti, o addirittura ostili a Gesù, sono tuttavia importanti, perché ci informano sul modo in cui i contemporanei avevano reagito di fronte al fenomeno del cristianesimo e su ciò che essi sapevano del suo fondatore: un certo Gesù di Nazaret, soprannominato “il Cristo”.
Anzitutto per conoscere Gesù bisogna affidarsi a documenti storici attendibili, quelli più vicini alla sua esistenza terrena, scritti nella seconda metà del 1° secolo, mentre erano ancora presumibilmente in vita alcuni dei primi seguaci. Parliamo dei quattro vangeli: Matteo, Marco, Luca Giovanni e degli altri scritti che compongono il Nuovo Testamento. Sono questi gli scritti che la Chiesa dei primi tempi ha riconosciuto risalenti all’autentico Gesù di Nazaret perché raccolgono l’insegnamento di coloro che hanno vissuto con Gesù e che hanno ricevuto da lui l’incarico di diffondere il suo messaggio.
A partire dal secondo secolo era cominciata, infatti, una vasta produzione di scritti su Gesù Cristo, sulla sua predicazione e sulla sua vicenda che non venivano diffusi tra i cristiani ma rimanevano riservati a gruppi di iniziati, generalmente appartenenti a circoli gnostici, i cosiddetti apocrifi (letteralmente segreto, nascosto). Anche se non si può escludere che contengano qualche ricordo autentico su Gesù, si tratta di testi che cedono eccessivamente al bisogno del fantastico e del miracolistico.
Da parte della comunità cristiana gli apocrifi vennero progressivamente scartati perché non riflettevano la testimonianza originale. Si formò pertanto un consenso unanime su quel gruppo di libri che erano considerati provenienti dalla predicazione degli Apostoli, venivano pubblicamente diffusi ed erano utilizzati per la preghiera.
Dunque è tra le testimonianze raccolte nei 27 libri del Nuovo Testamento che dobbiamo cercare il vero volto di Dio così come Gesù Cristo ce lo ha spiegato (Gv 1,18).
A questo punto emerge una seconda domanda: questi scritti, e in particolare i quattro Vangeli, ci narrano un Gesù fedele alla sua realtà storica?
È una domanda che ancora oggi alcuni si fanno nonostante pochi testi tra tutti quelli che esistono, sono stati così studiati, analizzati, discussi quanto i Vangeli. Gli studiosi della Bibbia, attraverso ricerche sviluppatesi nell’arco di tre secoli circa, utilizzando i moderni strumenti di indagine (critica testuale, letteraria, storica…), hanno verificato come la preoccupazione fondamentale della prima comunità cristiana fu proprio quella di trasmettere inalterata la figura e l’insegnamento del Maestro.
Grazie a questi studi il messaggio cristiano si trova, dal punto di vista storico, in una posizione di grandissimo vantaggio rispetto ad ogni altro movimento o fatto religioso dell'antichità.
Pertanto non si può affermare che non si può sapere nulla di Gesù o, peggio, che di Lui ci è giunta un’immagine deformata. Una posizione simile al giorno d'oggi non è più sostenibile.
Gesù nasce a Betlemme di Giudea, intorno all'anno 748 di Roma (6 a.C.); trascorre l'infanzia e la giovinezza a Nazaret, con la sua famiglia, lavorando come artigiano. Verso i trent'anni, lascia la sua casa e il paese natio, per iniziare l’attività di predicatore itinerante, lungo le strade della Palestina. Svolgendo tale attività, pur ricollegandosi alla tradizione ebraica, egli si distingue subito per l'autonomia della sua dottrina e per la sua autorevolezza.
All'inizio le folle si entusiasmano, anche per i prodigi che egli compie e vedono in lui il restauratore che potrebbe liberare Israele dal giogo romano. Gesù però non accetta questo ruolo politico e, in ogni occasione, cerca di far capire che non è quella la sua missione.
Egli raccoglie intorno a sé un gruppo di discepoli tra cui i "Dodici Apostoli", assumendo il ruolo di Maestro, perseguendo l’obiettivo di sviluppare la predicazione della Verità e dell’Amore del prossimo.
Ben presto sorgono conflitti tra lui e l'autorità religiosa ebraica, conflitti che culminano nella sua cattura e in un processo alquanto sommario. Viene condannato al supplizio della crocifissione, probabilmente il 7 Aprile dell'anno 30 (784 di Roma).
Con la morte di Gesù, questa vicenda si direbbe ormai conclusa per sempre. Eppure, secondo i vangeli, non è stato così. Dopo tre giorni, i discepoli di Gesù, al di là d’ogni speranza, hanno l'incredibile ventura di rivederlo. La resurrezione del Cristo, infatti, è documentata dai vangeli e, su questa, si fonda la fede cristiana.Questo è il primo passo. Per conoscere Gesù non è sufficiente vedervi un dato oggettivo della storia. Tra le righe dei Vangeli emerge una personalità straordinaria, tale per il fatto stesso di esprimere attraverso una umanità perfetta lo stesso mistero di Dio.






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