"Conoscerete la verità
e la verità vi farà liberi" (Gv 8,32)
"Verità" è qualcosa che si scopre: sta coperto e poco a poco viene alla luce (dal greco).
Potremmo tradurre: "Il sapere come stanno veramente le cose, risparmia le cantonate".
"Il sapere come stanno le cose" = verità
"ci libera dalle cantonate" = libertà
La controprova è data dalla nostra esperienza: quante volte, quando le cose vanno in modo diverso da come prevedevamo, diciamo: "Se l'avessi saputo!".
- Se non si conosce la strada, e a un incrocio chi è davanti prende
quella sbagliata, gli altri vanno dietro e sbagliano tutti;
- il non sapere come stanno le cose riguardo alla salute fa rischiare di ammalarsi;
- il non sapere come stanno le cose riguardo alle tasse espone alle sanzioni, e così via.
Ma che cosa di veramente importante dobbiamo sapere? Nel cammino della vita, è essenziale la conoscenza di noi stessi.
"Signore, che io conosce te e conosca me" (S. Agostino).
"Colui che conosce la propria debolezza è più grande di colui che vede gli angeli" (Isacco il Siro).
"L'uomo interiore, prima di occuparsi di altre cose guarda dentro di sé" (Imitazione di Cristo, l. II).
Il Signore ci ama come siamo, ma noi lo sappiamo come siamo?
Dobbiamo conoscere noi stessi nella misura che ci è possibile, e nella maniera come ci conosce il Signore: con verità e misericordia.
Verità: libera dalle illusioni.
Misericordia: libera dal senso di colpa.
Se conosco soltanto il peccato senza la sua misericordia: ecco il senso di colpa.
Se conosco solo la sua misericordia senza il senso del peccato: rischio di essere superficiale.
Dobbiamo molto amare la realtà. "Realtà" è tutto quello che ho
davanti: una persona che mi disturba, un lavoro che non mi piace,
un successo, un insuccesso.
Quando la realtà mi gratifica, sono contento. Quando va per traverso,
la rifiuto: non sono libero. Sono libero quando la realtà la
accetto.
L'emotività mi porta al corto circuito, a valutare la realtà in modo
soggettivo.
È importante accettare la realtà, accoglierla come una vera amica:.
quello che sono io, quello che sono gli altri, quello che è capitato
oggi: accettare la realtà, accettarla dal Signore, perché il
Signore non turba mai il cuore dei suoi figli senza una ragione.
Accettare tutto dal Signore è una libertà molto grande.
Nei santi si univa la percezione della loro povertà, erano convinti di essere peccatori, ma anche di essere amati da Dio in questa povertà. Questa doppia percezione li rendeva felici.
Ascoltarsi è una reazione di base per conoscersi.
In Gesù possiamo dire: "Lampada ai miei passi è la tua parola".
In Gesù possiamo veramente conoscere noi stessi, perché possiamo
veramente entrare nella patria della verità che è il nostro cuore (in senso biblico).
Come le cose si vedono diversamente quando si è illuminati dalla
Parola del Signore!





gioire