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(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

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La risurrezione di Gesù è il sostegno centrale della fede in lui, come lo è stato per i suoi primi discepoli.

(Eduardo Galeano)

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"Se Cristo non fosse risorto..."

(1 lettera di San Paolo ai Corinti 15,14)

Il fatto della risurrezione non è immediatamente comprensibile alla nostra mente né può essere scientificamente dimostrato, se non come constatazione di "una tomba vuota".

Gesù risorto, che apparve ai suoi discepoli, non era semplicemente un "tornato in vita", come quelli da che lui erano stati "richiamati" a vivere (Lazzaro, il giovane di Nain, la figlia di Giairo). Se fosse stato così, tutti avrebbero potuto vederlo.

Invece, dopo la sua resurrezione, Gesù ha un altro modo di esistere. Pur essendo in carne ed ossa (e lo dimostra agli apostoli ancora increduli), la sua vita è una realtà assolutamente nuova nel mondo: una realtà che non proviene dalle possibilità del mondo, ma dalle imprevedibili possibilità di Dio.

Gesù è veramente risorto per una vita piena ed Immortale: è questo il messaggio di gioia che da duemila anni i cristiani portano al mondo. I primi discepoli di Gesù, che hanno mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione, sono i testimoni su cui è fondata la fede dei credenti fino alla fine del mondo.

Se Gesù non fosse risorto, allora veramente sarebbe la morte ad avere l'ultima parola su di noi, e la nostra esistenza non avrebbe altra prospettiva che il buio totale, l'assurdità, il non senso e la disperazione.

La festa di Pasqua ci rincuora profondamente e ci dice che vale la pena di vivere, anche quando ci sono le sofferenze, perché ormai, per il credente, non c'è più dolore che non possa essere abitato dalla speranza, che è certezza di vita eterna.