Utenti registrati

Non hai un account?

Registrati!

Potrai ricevere la newsletter
e sfruttare i servizi interattivi.

Rubriche

Spazio giovani

Non temere
(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

Sito partner

Il diritto di sognare il mondo che vorremmo non figura tra i trenta diritti umani che le Nazioni Unite hanno proclamato alla fine del 1948. Ma se non fosse per il diritto di sognare, e per l'acqua che esso dà da bere, la maggior parte dei diritti morirebbe di sete.

(Eduardo Galeano)

Ricerca

nel sito nel Web

powered by FreeFind

Link correlati

Interni al sito

Ad altri siti

Recensioni

Tazebao

Se c'è il vuoto esiste il pieno,

Se c'è la notte è perché c'è il giorno,

Se c'è la finitudine è perché c'è un infinito.

Se hai l'esperienza del limite è perché in te alberga la nozione di infinito.

Amministrazione

Sei in:

"Chi mangia questo pane vivrà in eterno"
(Vangelo di Giovanni cap. VI)

Gesù ha scelto di parlarci con il linguaggio semplice e quotidiano del pane che è il linguaggio che tutti capiscono. Cerchiamo anche noi di capire qualcosa dell'Eucaristia proprio partendo dal linguaggio del pane.

Scegliendo questo alimento per l'Eucaristia, Gesù ha voluto dirci che abbiamo bisogno di nutrirci di lui ogni giorno, che lui è il "pane quotidiano" dell'anima.

Scegliendo il pane come segno del suo corpo, Gesù ha voluto inculcarci anche un'altra cosa. Come il pane è il risultato di tanti chicchi di grano macinati e impastati insieme per formare un solo pane, così anche coloro che mangiano il suo corpo devono essere uniti, formare un corpo solo. "Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane" (1 Cor 10,17).

(Raniero Cantalamessa)

C'è chi ha voluto vedere nelle braccia di Gesù in croce spalancate sul mondo un'immagine plastica della sua volontà di offrirsi totalmente all'umanità.

L'autoconsegna più incredibile, un Dio che ama senza risparmio, senza condizioni.

Il Figlio placa la fame di vita di tutti offrendo se stesso.

La sua carne, cioè la sua persona, è l'unico cibo per la vita senza fine, un banchetto simbolo della sorprendente alleanza con l'umanità.

È la vita di Gesù, pane disceso dal Cielo, che rovescia la vecchia prospettiva religiosa secondo la quale gli uomini cercano confusamente Dio e talvolta credono di averlo raggiunto.

Qui è Dio stesso che scende dal suo Cielo e raggiunge l'uomo con una proposta sconvolgente.

Non siamo noi che invitiamo Gesù a mangiare con noi, ma è Gesù che invita a mangiare il suo Corpo e bere il suo Sangue per rimanere con noi.

Un disegno partito da lontano: Dio che si fa uomo, Parola che si fa carne, Figlio che si fa pane. Cielo e terra definitivamente vicini. Il punto di incontro è l'amore: corpo offerto per sempre.

Maria Teresa Magnabosco