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Letteratura
FLANNERY O'CONNOR - La saggezza nel sangue
Il mistero della libertà dell'uomo e della personalità è il territorio del dramma del bene e del male, della salvezza e della perdizione, della grazia e del diavolo: «Nei miei racconti il lettore troverà che il diavolo getta le basi necessarie affinché la grazia sia efficace».
Alla fine degli anni '40, tornato al paese natale della Georgia, solo al mondo, il protagonista Hazel Motes, detto Haze, reduce di guerra, si rivela un fanatico predicatore della Chiesa senza Cristo.
Egli resta coinvolto in vicende grottesche e paradossali, che fanno comprendere come più un uomo fugge da Cristo, più è afferrato dalla grazia.
Haze si rivolge a una signora che viaggia nel suo stesso vagone: «"Io credo in Gesù secondo lei?" domandò Haze sporgendosi verso la donna e quasi parlando come se avesse il fiato grosso. "E invece non ci crederei neanche se Lui esistesse. Neanche se Lui fosse su questo treno"».
Ma egli ha un sigillo ereditario: suo «nonno aveva fatto il predicatore itinerante, era un vecchio lunatico che girava in macchina per tre contee con Gesù nascosto nella testa come un pungiglione».
E Gesù sarà un pungiglione anche nella testa di Haze, come lo stesso nonno aveva previsto: «Gesù non gli avrebbe mai permesso di scordare ch'era redento.
Cosa credeva di ricavare dalle sue colpe, il peccatore? Gesù se lo sarebbe preso, alla fine!». Haze vuole rifuggire da Gesù sin da bambino: «C'era già in lui il profondo nero inespresso convincimento che il mezzo per evitare Gesù consistesse nell'evitare il peccato». Parole paradossali, ma che dicono come l'esperienza della grazia può brillare su uno sfondo scuro.
Egli però legge solo la Bibbia e a dodici anni decide di fare il predicatore. Ma cosa predicherà? «Nulla conta oltre al fatto che Gesù non esiste».
Un ateo? Niente affatto. Un uomo che vive una dialettica paradossale, grottesca, sub contraria specie, ma proprio per questo radicale con la chiamata alla santità. Per avere il senso del mistero occorre avere il senso del male. Sembra dunque che il senso del male sia anzi garanzia del nostro senso del mistero e del rapporto con la grazia. Dunque il diavolo diventa, in qualche modo, "una necessità drammatica".
Antonio Spadaro





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