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Grafie dell'anima
Mostra a cura di Mirella Lovisolo
Alle origini dell'arte cristiana
Simboli, segni, dipinti, epigrafi catacombali
dal II al V sec.
d.C.
Questa mostra realizza un sogno di anni, scaturito da una esperienza forte a contatto diretto con la realtà delle origini cristiane catacombali.
Oggetto della mostra, sono infatti le opere d'arte e reperti archeologici testimoni della vita, dell'antichità e dei contenuti del primo cristianesimo, un'identità che ci è giunta viva attraverso vicissitudini, fatte per un verso di santità costruttiva per l'altro degli errori comuni della povera dimensione umana attraverso cui il messaggio di Cristo è stato trasmesso; errori che tuttavia non hanno scalfito l'integrità del contenuto e del messaggio che anche le pietre ci hanno conservato e che l'archeologia ha reso visibile e comprensibile.
Non ci può essere conoscenza di una cultura se non si va alle origini, così per il cristianesimo; troppo facile il rischio che esso sia travisato dalle culture intermedie che si sono succedute nella storia. [...].
Quella catacombale è "un'arte semplice", dice Costantino Ruggeri; semplice ma che, perciò stesso, è vera arte senza contraffazioni, né secondi motivi che oscurino l'immediata comunicazione della fonte viva dall'anima. "Un'arte", prosegue Ruggeri, "senza pretese artistiche, semplice, come semplice immediata e commovente è la conversione dei primi cristiani".
Il cristianesimo, dal I al IV secolo, è stata una "buona notizia" che si è sviluppata in un mondo lacerato dalla ingiustizia dalla sopraffazione del potente, dalla privazione della libertà, nella normalità della schiavitù, dal non senso della morte, una società che improvvisamente ha scoperto la rivelazione di un messaggio liberante: la legge fondamentale dell'amore, l'uguaglianza dei ceti sociali, la risurrezione oltre la morte ad una vita di gioia eternaÄ.... Le risposte alle domande fondamentali sul senso della vita umana [...].
In questo tempo in cui la comunicazione multimediale della pubblicità, della fiction televisiva, della produzione filmica, e le notizie di cronaca dei telegiornali, sembrano voler trasmettere una cultura di paura e di morte, la luce che proviene dai frammenti di questi luoghi oscuri delle origini, può dilatare l'anima allo splendore della vita e della speranza. "I simboli cristiani nacquero al buio, ma furono luce di gente..." che viveva fino in fondo la fede nel gioioso messaggio di Cristo, sino al dono della vita.
Ebbene da queste "Grafie dell'anima" venga l'auspicio che il messaggio segreto contenuto nelle immagini presentate possa essere anche per noi lucerne che illuminano gli abissi bui dell'anima; piccolo seme di speranza e di gioia per la nostra vita, stimolo alla conservazione della nostra una splendida eredità culturale.






gioire