Utenti registrati

Non hai un account?

Registrati!

Potrai ricevere la newsletter
e sfruttare i servizi interattivi.

Rubriche

Spazio giovani

Non temere
(Don't be afraid)
di Roberto Bignoli
copertina del CD: Don't be afraid

Sito partner

Ricerca

nel sito nel Web

powered by FreeFind

Recensioni

Tazebao

La fede e la ragione sono come le sue ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità.

È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso.

(dalla Lettera enciclica Fides et ratio - Giovanni Paolo II)

Amministrazione

Sei in:

Cosa c'entra Leonardo?

Nel cumulo di invenzioni e di menzogne prodotte dalla fervida fantasia di Dan Brown e impunemente presentate come storiche nella ben nota pag. 9 del suo "Codice da Vinci", non poteva mancare l'arte.

Questa splendida espressione dell'anima e della psiche umana doveva necessariamente venire a confermare le tesi dell'autore.

Ma l'artista che ci propone questo testo mostra come le cose stiano ben diversamente...

Ma cos'è questo "codice", chiave di lettura del romanzo?

Leonardo, che nel Codice da Vinci diventa gran maestro del fantomatico Priorato di Sion, personaggio esoterico che pratica la magia, è pura fantasia [...]

Il "codice" cui fa riferimento l'autore sarebbe contenuto nella Cena di Leonardo il "Cenacolo", dipinto nel 1494-97 nel Refettorio del convento di S. Maria delle Grazie a Milano.

Leonardo sarebbe riuscito a rompere 2000 anni di silenzio della Chiesa rivelando, in quel dipinto, il segreto dell'istituzione del "sacro femminino" da parte di Gesù.

La figura accanto a Gesù, infatti non sarebbe il giovane apostolo Giovanni, ma la compagna di Gesù, Maria Maddalena che, secondo Dan Brown, Gesù avrebbe sposato (scampando alla crocifissione!). Da quell'unione sarebbe nata la progenie del Saint-Graal, cioè del Sang Réal, i primi re di Francia, i merovingi, sopravvissuti sino ai giorni nostri con l'ultima discendente.

Era ovvio - sempre secondo l'autore - che questa moglie dovesse essere presente all'ultima cena in quanto Gesù le avrebbe affidato la sua Chiesa!

Una costruzione megafantasiosa nettamente opposta al testo evangelico!

Argutamente Ludovico Festa nel Giornale del 20 marzo 2006, scrive:

"E san Giovanni dov'è nel dipinto? Se il personaggio indicato nella mitica istituzione inventata dal giallista, fosse la Maddalena, dove sarebbe finito san Giovanni nel dipinto? [...]

Ecco un altro campo in cui Leonardo artista eccentrico e originale anticipa tutti [...]

Naturalmente parte del suo mistero nasce anche dalla vastità dei suoi interessi: il da Vinci faceva di tutto: l'ingegnere, il regista teatrale, il naturalista, oltre che naturalmente il pittore [...] il modo migliore per far cogliere le leggi dell'universo.

Che una vita così dia adito a misteri e ispiri romanzi di avventura è assolutamente naturale. Ma non c'è nulla di quanto gli attribuisce Dan Brown; nei numerosi studi preparatori del dipinto del Cenacolo di Leonardo, non c'è traccia delle misteriose e pericolose allegorie o simbologie ipotizzate da romanzo Brown".

L'idea stessa di un "codice Da Vinci" nascosto nelle opere dell'artista italiano è stata definita "assurda" dalla professoressa Judith Veronica Field, docente alla University of London e presidentessa della Leonardo Da Vinci Society (cfr, fra i molti riferimenti, Gary Stern, "Expert Dismiss Theories in Popular Book", The Journal News, 2.11.2003); le supposizioni dell'autore sono tutte da provare.

Ci si chiede innanzi tutto perché Brown abbia scelto il dipinto di Leonardo per questa storia [...].

"Tra tante ultime cene della storia, quella di Leonardo è la meno adatta a una simile forzatura. Anzitutto perchè altri pittori nel Rinascimanto, hanno raffigurato l'apostolo Giovanni senza barba con i capelli lunghi come nel Cenacolo di Leonardo, ma in più con la testa mollemente reclinata sul petto di Cristo. Se si voleva giocare sull'equivoco, dunque, questi dipinti sarebbero stati molto più adatti di quelli di Leonardo in cui Giovanni è straordinariamente distante staccato dal maestro"
(cfr. Francesco Agnoli in "Il Codice delle frottole") in Avvenire del 17.5.2006.

Anche il Criptex, la minicassaforte portadocumento a combinazione attribuita all'invenzione di Leonardo, non ha niente a che fare con il genio vinciano.

Ecco in sintesi le dichiarazioni di Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Vinciano, che di Leonardo sa tutto, che ne conosce anche le impronte digitali:

* Leonardo non era un mago né un negromante. Non poteva indulgere alla negromanzia. Era uno che scriveva contro quella «stoltissima credulità».

* Non è vero che dipingeva soggetti cristiani solo per motivi venali. «le committenze della Chiesa furono meno di dieci».

* Leonardo 'adoratore del Divino Ordine della Natura'? Tutt'altro! Tra i suoi interessi c'era l'anatomia, lavorava con i medici dell'università di Pavia, aveva la passione per la psicologia genetica. Lo dimostrano i disegni di grande fascino.

La scrittura segreta? «Scriveva da destra a sinistra non per usare un codice, ma per un suo vizio percettivo».

* La Gioconda: «Nessuna possibile identificazione con l'autroritratto di Leonardo - dice Vezzosi affiancando le immagini sul video - perché quella è il ritratto di una "Idea di pittura"». Vezzosi mostra ai raggi X: «Un lavoro sottile e raffinato, non c'è indice di sofferenza, non c'è traccia dei lapislazzuli di Iside».

* Il cenacolo. E' la questione di fondo: accanto a Gesù c'è Giovanni o la Maddalena? Vezzosi non ha dubbi: è Giovanni, una nuova sequenza di immagini dimostra che «quando si lavora con il cartone e con le lucerne si proiettano sagome, è possibile la sovrapposizione». E' possibile l'equivoco, ma quello è Giovanni.

Dan Brown suggerisce un aspetto minaccioso in Pietro che appoggia la mano sulla spalla di Giovanni. Nessun mistero sul coltello ad una attenta osservazione si vede come «quella che lo stringe è davvero la mano di Pietro, tenere un coltello in mano è cosa naturale durante un pasto. (In ogni caso essendo Pietro uno Zelota il fatto che afferri il coltello può significare la pronta volontà di difendere Cristo da chiunque lo voglia tradire).

* Ultimo punto: la presunta "setta segreta", il Priorato di Sion. «I documenti citati da Baigent, Leigh e Lincoln, autori nell'82 del libro Il Santo Graal non esistono, sono stati depositati alla Biblioteca nazionale di Parigi nel 1967 dalle persone che li hanno inventati.

Circa l'appartenenza di Leonardo alla setta Vezzosi afferma:

"Nessuna setta, il nodo vinciano è un nodo concreto di sapienza, di tecnica, di arte, di scienza e di libertà [...] Leonardo voleva cambiare il mondo, renderlo migliore con l'arte e la filosofia. Ma Dan Brown non l'ha capito. E ha messo in piedi questa favoletta che puzza di esoterico e di zolfo. Ma senza basi".

Mirella Lovisolo.
[www.arteefede.com]
[mirellalovisolo@libero.it]