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Arte cristiana sacra e arte religiosa
È importante "distinguere un'arte cristiana sacra (o di culto) e un'arte religiosa (o di devozione): la prima, esprime quello che le sacre Scritture e i testi liturgici annunciano con parole, e lo rende presente per l'azione sacramentale della chiesa; la seconda, invece, l'arte di devozione, esprime la fede personale dell'artista. L'arte sacra nasce dalla fede della chiesa, espressa e celebrata nell'azione liturgica, e vive per essa, mentre l'arte religiosa nasce più dalla fede d'un singolo credente e ne perpetua, in qualche modo, la sua personale testimonianza. Ovviamente tutta l'arte sacra è anche religiosa, mentre non vale il contrario."
Ogni arte, anche profana è parola vivificata da una dichiarazione che dall'artista, per quel dono di natura che è il genio, passa all'opera e da questa continua a parlare. L'arte è quindi un mezzo di comunicazione e di dialogo tra l'artista e i fruitori della sua opera, poiché consente loro "di ri-vivere l'ispirazione che la fa esistere, di condividere quindi il mondo interiore dell'artista". L'arte sacra, che sia tale in senso stretto, "esprime una "parola", suggerita all'artista dalla celebrazione della fede nella comunità ecclesiale; l'artista può immetterla nell'opera nella misura è diventata sua parola, attraverso l'assimilazione spirituale nella condivisione della fede.
Quindi l'arte sacra rappresenta una visione che trascende l'artista e che è un dato vissuto dalla comunità dei fedeli cui egli appartiene. Nell'arte di devozione invece la parola espressa proviene più dall'artista che dalla celebrazione comunitaria della fede.
Talora posteriormente la chiesa celebrante riconosce come sua tale parola, ad esempio quando una poesia viene assunta a inno liturgico. In ultimo, va considerato che "nell'opera d'arte c'è un'interiorità che va oltre ciò che è immediatamente fruibile; quando questo "oltre" manca o è quasi assente, abbiamo qualcosa che si chiama arte ma arte non è. Nel caso dell'arte cristiana, l'attenzione deve cadere proprio sulla profondità del mistero rappresentato. Per questa via si può capire il fascino, che ancor oggi esercitano le icone su credenti e non credenti: attrae la profonda interiorità del credente che continua a vibrare nella rappresentazione del mistero che l'icona offre. Non a caso l'icona veniva considerata "preghiera", perché faceva (e fa tutt'ora) pregare."
Articolo completo: "L'arte specchio della fede e sua manifestazione".
da Credere Oggi 144 (Ed. Messaggero Padova)





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