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La fede e la ragione sono come le sue ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità.

È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso.

(dalla Lettera enciclica Fides et ratio - Giovanni Paolo II)

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Arte e fede

L'arte è il linguaggio della bellezza ed espressione di esperienza spirituale; contiene in sé una dimensione religiosa perché rivela, attraverso la creatività dell'artista, l'esperienza della Trascendenza...

Arte figurativa
La religiosità visualizzata dall'uomo

Letteratura
Poeti e scrittori di fronte a Dio

Musica
La melodia espressione dell'anima

Arte e fede si integrano e si fondono insieme. Se la fede rappresenta messaggio e contenuto, l'arte è veicolo e linguaggio, ma la distinzione e i limiti tra le due non sempre risultano così chiari.

Nell'antichità Platone e Aristotele definirono rispettivamente l'arte come "fenomeno di conoscenza" e "fenomeno di godimento".

Una terza definizione si trova in un articolo di Sante Babolin, ordinario di Filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma1, che propone alcune suggestioni che meritano di essere prese in considerazione. Egli definisce, "l'arte come fenomeno di linguaggio [...] che, comunque, provoca sempre un'attitudine contemplativa in colui che l'ammira [...] l'arte è rivelazione dell'uomo all'uomo, in tutte le sue potenzialità positive e negative."

A proposito della creazione artistica, "propriamente parlando - prosegue - la creazione compete unicamente a Dio: l'uomo non crea, ma sfiora alla superficie l'essere, plasmandolo secondo suoi modelli mentali. Con ciò riconosciamo che l'arte viene da un atto creativo dell'uomo, che lo rende un po' simile a Dio, in quanto essa crea nuovi mondi, nei quali la realtà naturale e culturale viene interpretata, trasformata e trasferita in un significato nuovo [...] l'arte ri-crea la materia che lavora: la pietra perde il suo peso, la sua durezza e freddezza; la tela perde ogni rugosità e opacità; le parole e i suoni perdono ogni rumore; i colori, ogni loro proprio splendore. È per questo processo che il mondo della fede può entrare nella creazione artistica."

"In forza di questa profonda analogia tra l'atto creativo dell'artista e quello di Dio, l'arte in genere può favorire l'incontro dell'uomo con il suo creatore, purché ciò non sia positivamente escluso, altrimenti l'uomo rischia di considerare se stesso creatore assoluto di tutto; e il rischio è serio: il problema dell'idolatria, nell'arte e dell'arte, è più grave e più ampio del problema della verità e della moralità nell'arte e dell'arte. L'arte infatti, per se stessa, apre l'uomo verso la fonte dell'essere, di cui gli fa cogliere l'inesauribile novità: in fondo, l'artista è un esecutore della creazione di Dio e può eseguirla bene o male."

Tratto da: "L'arte specchio della fede e sua manifestazione"
in Credere Oggi 144 (Ed. Messaggero Padova)