Archivio Tazebao
In diverse parti della terra, segnate da culture differenti, sorgono nello stesso tempo le domande di fondo che caratterizzano il percorso dell'esistenza umana: chi sono? da dove vengo? e dove vado? perché la presenza del male? cosa ci sarà dopo questa vita?.
Questi interrogativi sono presenti negli scritti sacri di Israele, ma compaiono anche nei Veda, negli Avesta; li troviamo negli scritti di Confucio e Lao-Tze come pure nella predicazione dei Tirthankara e di Buddha; sono ancora essi ad affiorare nei poemi di Omero e nelle tragedie di Euripide e Sofocle come pure nie trattati filosofici di Platone e Aristotele.
Sono domande che hanno la loro comune scaturigine nella richiesta di senso che da sempre urge nel cuore dell'uomo: dalla risposta a tali domande, infatti, dipende l'orientamente da imprimere all'esistenza.
(cfr. Lettera enciclica Fides et ratio - Giovanni Paolo II)Sia in Oriente che in Occidente, è possibile ravvisare un cammino che, nel corso dei secoli, ha portato l'umanità a incontrarsi progressivamente con la verità e a confrontarsi con essa [...]
Più l'uomo conosce la realtà e il mondo e più conosce se stesso nella sua unicità, mentre gli diventa sempre più impellente la domanda sul senso delle cose e della sua stessa esistenza.
(dalla Lettera enciclica Fides et ratio - Giovanni Paolo II)"In principio era la Parola"
Il modello e l'esempio di ogni comunicazione si trova nella Parola di Dio.
"Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio" (Lettera di San Paolo agli Ebrei 1,1): Il Verbo incarnato ha stabilito un nuovo patto tra Dio e il suo popolo - un patto che unisce anche noi in comunione gli uni con gli altri".
(da "I mezzi della comunicazione sociale: al servizio della comprensione tra i popoli", Giovanni Paolo II)Pagina precedente 1 2 Pagina successiva



